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Dietro l’inconfondibile profumo dei tartufi si nasconde una vera e propria magia molecolare. Non si tratta semplicemente di un aroma piacevole, ma di un’esperienza sensoriale complessa, capace di raggiungere qualcosa di profondo nel nostro cervello.
Nei tartufi sono stati identificati oltre 60 composti aromatici. Alcuni di essi, come il dimetilsolfuro o l’antranilato di metile, presentano caratteristiche simili a quelle di alcuni feromoni dei mammiferi, messaggeri chimici in grado di generare segnali a livello subconscio.
In altre parole, il nostro cervello può percepire questi aromi come “familiari”, “attraenti” o “degni di essere esplorati”. Non sorprende quindi che il loro profumo possa suscitare immediatamente sensazioni come appetito, curiosità e persino una sottile sensazione di piacere.

Il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), in particolare, sprigiona un profumo intenso e penetrante, capace di raggiungere i recettori olfattivi anche a distanza.
Il tartufo nero (Tuber aestivum o Tuber uncinatum) presenta invece un aroma più delicato, ma altrettanto affascinante e avvolgente.
Il risultato?
Dai raffinati banchetti dell’antica Roma fino ai moderni ristoranti stellati Michelin, i tartufi hanno continuato a suscitare forti sensazioni e a mantenere un posto privilegiato tra gli ingredienti più prestigiosi della gastronomia.
Non soltanto per il loro gusto, ma perché il loro aroma sembra risvegliare qualcosa di profondamente istintivo.

Vuoi vivere questa esperienza in prima persona?
Inizia con un burro al tartufo nero o un olio aromatizzato al tartufo di Truffles Taste e lasciati conquistare dal suo aroma.



